CAI Vicenza

Gemellaggio 2012

 GEMELLAGGIO 2012 AI PICOS DE EUROPA

Il Parco nazionale Picos de Europa ha una superficie di quasi 65.000 ettari comprendente parte della catena montuosa dei Picos de Europa.

 

Il parco si estende su una regione facente parte delle Comunità autonome di Castiglia e León, della Provincia di León, delle Asturie, e della Cantabria.

 

Il parco come è conosciuto oggi venne creato il 30 maggio del 1995, entrando a far parte della Rete dei Parchi Nazionali spagnoli ed essendo uno dei primi spazi naturali protetti assieme al Parco nazionale di Ordesa e Monte Perdido.

 

Il 9 luglio 2003 l'UNESCO approvò la proposta che convertì il parco in Riserva della biosfera.

 

Gli elementi geologici del parco si devono alla combinazione dell'azione dei ghiacciai con i massicci calcarei che formano la Cordigliera Cantabrica.

La ricchezza della flora e fauna di questa zona protetta si può vedere nei diversi tipi di boschi che vi sono.

Si trovano nel parco numerose specie protette, come il gallo cedrone, il gipeto, l'orso bruno e il lupo.

Animale rappresentativo del Parco è il camoscio.

 

11 luglio. Partenza da Venezia,

Atterraggio a Bilbao quasi in perfetto orario e incontro con Zuriñe che ci è venuta a prendere per accompagnarci all’ostello, che si trova ai margini del Casco Viejo, il centro storico, che visitiamo in lungo e in largo accompagnati da Zuriñe, in attesa dell’arrivo del Presidente Fernando, Nerea e Torre, rientrato nel gruppo dopo l’episodio dello zaino disperso lo scorso anno. Con loro facciamo un paio di soste per pintxos e Crianza (bocconcini delle dimensioni di un trancio di pizza e vino della Rioja) in attesa della cena.

 

12 luglio. Rinfrancati da una buona dormita, da Bilbao trasferimento a Santander, dove incontriamo gli amici tedeschi e proseguimento per Potes, paesino all’ingresso del Parco Nazionale dei Picos de Europa. Visita della cittadina e del museo a piccoli gruppi, qualcuno si cimenta con l’Acropark locale e altri imparano a conoscere la sidra, un rinfrescante vino di mela.

 

13 luglio. Colazione a orari spagnoli, alle 8:30. Trasferimento a Fuente Dé, dove ci aspettano le nostre “guide alpine” Egoiz e Zigor.

Ci mettiamo in cammino: siamo in 26 tra Vicentini (undici), Tedeschi (sei), Baschi (nove) e ci dividiamo in due comitive: la comitiva A si cimenterà nella salita della Torre de Salinas (m 2434), mentre la comitiva B si avvia per il Canal del Embudo per raggiungere direttamente il Refugio Diego Mella a quota 2050 metri, rifugio “spartano”: è un cantiere, dove ai letti si accede per una ripida scala e per lavarsi c’è solo un rubinetto esterno.

 

14 luglio. Ancora colazione alle 8:30 e partenza per il Refugio Delgado Ùbeda (o Urriellu, m 1953), a comitive riunite: le comitive si separeranno solo per le salite alle vette.

Si procede in una successione di circhi glaciali, che hanno però mantenuto la conformazione a circo non essendoci stati corsi d’acqua a creare le valli come le conosciamo da noi. Si raggiunge un passo, da cui la comitiva A salirà la Torre del Hoyo Oscuro (m 2431) e la B la Torre de Los Horcados Rojos (m 2325). A comitive riunite, discesa lungo el cable, un lungo cavo in acciaio che con un percorso a zig zag raggiunge il fondo di un circo glaciale.

Risalita ad un ennesimo passo e da lì discesa nella nebbia a raggiungere il Rif. Urriellu, mentre un elicottero del Soccorso Alpino ronza sopra il rifugio.

Il rifugio a prima vista sembra uno di quelli italiani: più di 100 posti letto, ma serviti da quattro bagni e una doccia.

 

15 luglio. Colazione alle 8:30 e partenza per la Celada. Al passo le comitive si dividono: la comitiva A sale nella nebbia alla Peñe Castil (m 2448), mentre la B scende direttamente alla Terenosa, a quota 1315.

Di notte, nessuno si spinge ai servizi en plein air, dato che nel bosco vive un branco di lobos, lupi che talvolta si spingono fino al rifugio.

 

16 luglio. Colazione all’ora ormai consueta. Risalita al rifugio Urriiellu e di lì proseguimento, praticamente sempre con vista sulla costa del Mar Cantabrico, ad una quindicina di chilometri in linea d’aria. Si prosegue con qualche difficoltà tecnica: risalita di uno stretto camino (dove mettiamo una corda), discesa per traccia di detrito, traversata su placca, discesa su stretta cengetta, tutte difficoltà che anche la comitiva B supera ormai tranquillamente, dato che ormai sono tutti temprati all’ambiente molto aspro dei Picos. La comitiva B scende direttamente al rifugio, mentre la A sale alla Torre Párdida (m 2595), da cui poi si prosegue per il Rifugio J. Ramón Lueje (Jou de Cabrones, m 2024).

Altro rifugio caratteristico: fonte d’acqua un centinaio di metri più in basso, servizi chimici, cucina nel sottotetto da cui i gestori fanno la spola per una ripida scaletta a botola.

 

17 luglio. Tappa finale, che si rivela la più faticosa e più impegnativa.

Dal Jou de Cabrones si passa un primo vallone per salire al primo dei passi, risalendo un tratto dove da lontano sembra impossibile che si possa salire. E invece, si va, anche se con qualche primo cedimento psicologico, si costeggia l’Hoyo Grande, si risale verso El Picón, si riattraversano le lame di coltello e si raggiunge la Cabaña Veronica, un bivacco ricavato dalla poppa di un aereo. Una cerveza e poi si scende al sentiero e alla carrozzabile che porta al Cable, la funivia che scende a Fuente Dé. Nella caotica coda per prendere l’impianto, incontro con i due amici che ci avevano lasciato un paio di giorni prima.

Saluto a Egoiz e Zigor e col pullman ritorno a Potes.

Ultima cena e scambio di regali.

 

18 luglio. Trasferimento al mare.

Da Potes trasferimento a S. Vincente de la Barquera, sul Mar Cantabrico, che sembra un paese di mare sulla Manica, con una nebbiolina densa per cui la mattina è dedicata al turismo. Alla fine del giro, una monumentale paella e infine, dopo pranzo, qualcuno si avventura in mare per un bagno.

Partenza per Santander, dove i Tedeschi prenderanno l’aereo, facendo prima tappa a Santillana del Mar. Arrivo a Bilbao, e rientro all’ostello.

Cena a pintxos.

 

19 luglio. Giornata culturale.

Saluto ai tre amici che rientrano in Italia anticipatamente e ultima giornata dedicata ad una visita di Bilbao, e in particolare del Museo Guggenheim di Frank Gehry, in attesa dei Baschi che ci accompagneranno a visitare il Ponte Colgante, un traghetto sospeso ad una struttura metallica alta 50 metri che attraversa il fiume collegando due località del porto di Bilbao. Da lì ci spostamento a Getxo, paesino alto sul mare, in attesa di andare al ristorante per l’ultima cena con gli amici baschi.

 

20 luglio. Rientro a Vicenza.

 

L’anno prossimo il Gemellaggio sarà sulle Dolomiti.  

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